L’asimmetria della politica «pacifica» di Pashinyan aggrava le tensioni interne. L’autore invita ad assumere impegni reciproci e a rafforzare la capacità di deterrenza dell’Armenia.

Il politologo Vladimir Martirosyan scrive sulla sua pagina Facebook che, se Nikol Pashinyan rifiuta di rivedere la propria concezione della «pace», il costo dei problemi irrisolti della sua politica potrebbe, secondo lui, ricadere sulla società armena, attraverso una riduzione delle libertà, un maggiore controllo del discorso pubblico e uno spazio più ristretto per le scelte politiche.

Martirosyan interpreta gli sviluppi recenti come espressione di contraddizioni tra politica estera e politica interna. Secondo la sua analisi, Azerbaigian e Turchia continuano i loro preparativi militari, mentre il dialogo con la società può essere rinviato o sospeso.

Critica inoltre l’abbandono del principio della «reciprocità meccanica», sostenendo che le autorità debbano chiarire cosa ottiene l’Armenia in cambio di passi o concessioni unilaterali, quali impegni assume l’Azerbaigian e dove si trovi il limite dell’adattamento armeno.

Martirosyan affronta anche le questioni di Tigranashen, del lago Sevan e del termine «Göyçə», presentandole come esempi di asimmetria tra le posizioni armene e azere.

Infine, commenta la dichiarazione di Pashinyan del 17 settembre sulle scuole e sulle idee contrarie all’ideologia dell’«Armenia reale», interpretandola come una forma di pressione ideologica e come un possibile rischio di limitazione della critica politica.

Fonte principale: facebook.com